Na pisciata senza lu pirito ea com’a na ‘zalata senza l’acito

    Fra i più pruriginosi dei proverbi, questo celebra l’epopea dei piaceri del corpo. La medicina ci insegna che negli esseri umani la zona terminale dell’intestino retto è ricchissima di terminazioni nervose. Risulta quindi essere, in barba agli omofobici, una parte eletta per la stimolazione e l’evocazione di piacere fisico. Pertanto il proverbio ricorda che eseguire un peto durante l’atto dell’urinare, già confortevole di suo, è una condizione d’armonia irrinunciabile affinché l’espulsione del liquido paglierino si configuri non solo come un dovere fisiologico ma sopratutto come uno momento di piacere e benessere. È la stessa relazione che intercorre fra il nutrimento e la buona cucina. Ed è proprio al contesto alimentare che il proverbio lega questo insegnamento. Notoriamente infatti una insalata scondita dell’aceto risulta scarsamente saporita quindi poco appetibile. Un po’ forzata la rima che soffre di due accentazioni differenti.