Il proverbio vuole insegnare che lamenti, piagnistei e rimostranze possono favorire il raggiungimento di un obiettivo. Ad esempio nei confronti dei propri genitori, in un ufficio pubblico, nei rapporti in genere. Per poterlo dimostrare il proverbio parte da una realizzazione di questo paradigma rappresentandolo con con un animale domestico che evoca un contesto molto familiare: la gatta con la prole affamata.
