Da vedere

Savignano 4.0

L’area della sorgente Rifieto in contrada Licese, alle pendici del Monte Sant’Angelo, è circondata da un bosco di 12 ettari, ricco di conifere, querce e fauna selvatica. L’acqua sulfurea ha proprietà curative.

Nella stessa area della sorgente veniva praticata la transumanza: le mandrie di mucche, provenienti da Montella, arrivavano nei pascoli adiacenti, consentendo la produzione del caciocavallo podolico. Un ramo del tratturo Pescasseroli-Candela attraversava le contrade di Savignano. Oggi è possibile seguire le antiche “vie dell’erba” con percorsi organizzati nel verde.

Il Mulino Normanno, detto anche “di Bethlemme”, è un antico opificio in forma di piramide tagliata, asservito a un antico mulino ad acqua del XII secolo. Si trova nella zona delle Cesine.


Il monumento ai caduti, collocato nella piazza di San Rocco, fu inaugurato nel 1927, in ricordo delle vittime della Prima Guerra Mondiale, della Seconda e delle Foibe.
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L’intero territorio di Savignano è disseminato di reperti di interesse archeologico, databili addirittura al Neolitico, all’Età arcaica e al Medioevo. Fin dall’antichità, infatti, il territorio di Savignano ha rappresentato un importante corridoio naturale tra la Campania e la Puglia.
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Palazzo Orsini è, di sicuro, uno dei palazzi più importanti del borgo medievale di Savignano. Voluto da papa Benedetto XIII della famiglia Orsini, l’antico palazzo ? un tempo “Ricovero per pellegrini” – ospita oggi la sede del Municipio.
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La Via dei Finestroni è una delle vie più antiche di Savignano Irpino. A caratterizzarla sono la pavimentazione in pietra lavica e le grandi arcate che contraddistinguono le abitazioni laterali, proprio come se fossero delle ampie finestre!
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